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La forza delle donne: il documentario su guerra e accoglienza in Iraq e Kurdistan Il film di Laura Aprati e Marco Bova racconta il coraggio di quelle donne che vivono la quotidianità della guerra.

Il 16 gennaio alle 11 presso la Stampa .........

Estera a Roma viene presentato il documentario “La forza delle donne” di Laura Aprati e Marco Bova, realizzato con il sostegno di FOCSIV (la Federazione degli organismi cristiani servizio internazionale volontariato) e con il contributo di Cinzia Cococcia. Girato nei primi sei mesi del 2017 tra Kurdistan iracheno, a Mosul Ovest durante le fasi della liberazione, e in Libano sino al confine con la Siria.

“Quando vivi nella guerra molti dei tuoi anni sono completamente perduti”. Così dice la giornalista libanese Rima Karaki, cresciuta durante la guerra civile a Beirut.

Quando i bambini di Mosul, Qaraqosh, Hama o Aleppo cresceranno cosa si porteranno dentro?

Cosa ricorderà la bimba di Mosul Ovest che ha tenuto compagnia al cecchino iracheno a cui diceva “Vorrei morire al posto di uno di voi”.

Il documentario è un viaggio nella quotidianità della guerra, della fuga e dell’accoglienza vista dalla parte delle donne, quelle che, come dice l’esperto di diritti umani Omar Nashabe, “hanno un ruolo veramente importante perché sono quelle che sopportano i periodi difficili. Lo fanno per i bambini, per la casa, per trovare una soluzione alla carenza dell’elettricità, per trovare l’acqua, il cibo. È tutto sulle loro spalle. Loro hanno un ruolo di leadership.”

Ma il documentario è anche un viaggio nelle religioni, dalla yazida alle sfaccettature della musulmana e della cristiana.

Un viaggio geopolitico alla ricerca delle identità nate, cresciute e disperse in quella che era l’antica Mesopotomia, lì dove è nata la cultura, la scrittura. La terra fertile tra Tigri ed Eufrate.

Il documentario pone subito la domanda sull’accoglienza. Accogliere è spesso, in quei luoghi come in Europa, un “problema”: economico, sociale, di integrazione.

Una donna libanese racconta la sua esperienza e dichiara subito “noi abbiamo un problema con i rifugiati”.

Un sentire comune a tutte le latitudini: arrivano e ci tolgono i posti di lavoro, le case.

Ma la donna libanese conclude: “sono una madre e una madre deve aiutare sempre”.

Ed è lei, Nawal, che rappresenta entrambe le facce del problema : la paura dell’altro e la volontà di portare aiuto.

Questa dicotomia ha fatto anche nascere l’idea di un tour per l’Italia proprio per mettere a confronto, da noi, queste realtà (tutte le date sul sito www.laforzadelledonne.com)