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Home Articoli Siria. Colloqui di pace: Erdogan continua a voler escludere i curdi


Siria. Colloqui di pace: Erdogan continua a voler escludere i curdi

di Shorsh Surme –

Il “sultano” turco Recep Tayyip Erdogan e gli ayatollah iraniani sono disposti a fare di tutto per......
reprimere la popolazione curda.
Lo scorso 22 novembre si è tenuto a Sochi il vertice sulla crisi siriana, una riunione a a tre tra Russia, Iran e Turchia definita dalla stampa come una “Yalta” del Medio Oriente. Nell’occasione Erdoagan ha dichiarato di non escludere una sua cooperazione con il dittatore siriano Bashar al-Assad, contro le autorità corde del Pyd nel Kurdistan siriano, il Rojava.
Erdogan durante la conferenza stampa ha detto che “La Turchia considera l’Ypg (ala militare del Pyd, ndr.) parte integrante del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk)”, ovvero un gruppo armato che ha intrapreso un’insurrezione armata decennale per la libertà e contro la repressione della Turchia.
Dal canto suo Il Pyd continua giustamente a negare qualsiasi collegamento organico con il Pkk, ma come curdi è ovvio l’appoggio alla lotta dei loro fratelli in Turchia. 
In realtà l’obbiettivo di Erdogan è quello di escludere i curdi del Kurdistan siriano in generale e il Pyd in particolare dal colloquio di pace volto a porre fine alla guerra civile siriana iniziata nel 2011.
Le autorità curde in Rojava controllano circa un quarto del paese e hanno ripetutamente affermato che qualsiasi colloquio di pace senza la loro partecipazione non avrà nessun successo.
Alla domanda sulla possibilità di una futura cooperazione con il regime siriano contro l’Ypg, Erdogan ha detto che “Ankara è contro l’Ypg e contro qualsiasi potere curdo in Siria”. Quindi non ha escluso la cooperazione tra la Turchia e Damasco, che passerà sicuramente sulla pelle dei curdi nel Kurdistan siriano.
In fine lo zar Putin ha esortato l’Iran e la Turchia a iniziare una discussione con lui sulla ricostruzione della Siria. “Data la misura colossale della distruzione, sarebbe possibile pensare insieme allo sviluppo di un programma globale per la Siria”, ha affermato.