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Home Articoli Elezioni Iraq: l'affluenza ha superato il 62% nonostante il terrorismo e le autobomba


Elezioni Iraq: l'affluenza ha superato il 62% nonostante il terrorismo e le autobomba


Dalle urne di 9 province su 18 sembra uscire in vantaggio l'attuale premier  Nuri al-Maliki. mentre l'ex premier Allawi appare in vantaggio nelle aree sunnite
BAGHDAD - Nonostante la vigilia di sangue, tra bombe, tensioni e terrore, ha raggiunto il 62,4% la percentuale dei votanti alle elezioni parlamentari in Iraq. A renderlo noto è il portavoce della Commissione elettorale nazionale indipendente, Hamdiyah al-Husseini, nel corso di una conferenza stampa a Baghdad. La partecipazione è stata particolarmente alta nelle regioni curde del nord del paese, con l'80% dei votanti a Dohuk.
Sebbene sia ancora troppo presto per dirlo, resta però il fatto che in 9 delle 18 province il premier iracheno Nuri al-Maliki è in testa nello spoglio. Mancano ancora i risultati della regione di Baghdad, che potrebbe rivelarsi decisiva, perchè alto era il numero degli indecisi.
Nelle province sciite l'Alleanza per il diritto, il partito di Maliki, è in testa, mentre l'ex premier Iyad Allawi, a capo della lista Iraqiya, guida nelle aree sunnite. I risultati ufficiali non sono attesi prima della fine di marzo. Dopo di allora, ci vorranno mesi prima di riuscire a formare un governo, dato che ci si attende che nessun blocco riesca ad emergere come dominante.

Il successo delle elezioni in Iraq, rappresentato dalla relativa alta affluenza, "è un segnale anche per l'Afghanistan". Nè è convinto Franco Frattini, il quale definisce l'alta affluenza al voto di ieri "un esempio importante". In riferimento all'esito del voto, Frattini dice si sperare che "ci sia un vincitore, nel rispetto delle regole verificando eventuali contestazioni ed eventuali irregolarità" e che "si arrivi a una coalizione che possa governare l'Iraq per quattro anni". "Il Paese ha bisogno di stabilità e di integrazione tra i vari gruppi" ha concluso, "e c'è uno straordinario bisogno che la minoranza cristiana sia tutelata e per questo ci vogliono un vincitore e uno sconfitto".

Il maggior numero di votanti si è registrato nella provincia curda di Duhuk, nel nord dell'Iraq, dove si è recato alle urne l'80% degli aventi diritto". Record negativo, invece, per la provincia meridionale di Maysan, con il 50%.
Fonte: La repubblica

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