Ahmadinejad sfida il mondo, disposto l'avvio di produzione di uranio arricchito al 20%

In un discorso in diretta alla tv di stato, il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, ha chiesto al capo dell'Organizzazione iraniana dell'energia atomica (Oiea), Ali Akbar Salehi, di "avviare la produzione di uranio arricchito
al 20 per cento".
"Avevo detto: lasciateci concedere (alle grandi potenze) dai due a tre mesi (per concludere un accordo sullo scambio di uranio) e se non fossero state d'accordo avremmo cominciato da soli" a produrre uranio altamente arricchito, ha dichiarato Ahmadinejad inaugurando un'esposizione dedicata alla tecnologia laser. "Adesso, dottor Salehi, avviate la produzione di uranio (arricchito) al 20 per cento con le nostre centrifughe", ha aggiunto il presidente rivolgendosi al capo dell'Oiea, presente nella sala al suo fianco.«La pazienza è ormai agli sgoccioli», ha detto il ministro della Difesa, Karl-Theodor zu Guttenberg, attento però al modo in cui vanno calibrate possibili contromisure economiche: «Dobbiamo stare molto attenti all'impatto che le sanzioni potrebbero avere».
Le reazioni
"Se la comunità internazionale rimane unita, siamo ancora in tempo perché le
pressioni e le sanzioni possono avere l'effetto desiderato. Ma dobbiamo davvero lavorare insieme". E' quanto ha detto il segretario alla Difesa Usa, Robert Gates, durante la conferenza stampa congiunta con il ministro della Difesa Ignazio La Russa.
La Gran Bretagna invece è «profondamente preoccupata» ha detto il ministero degli Esteri di Londra. Un portavoce ha aggiunto che l'Iran in questo modo violerebbe in maniera deliberata cinque risoluzioni del Consiglio di
sicurezza dell'Onu».
Così i contatti negli ultimi mesi
L'Iran ha respinto a novembre la proposta che gli è stata presentata il 21 ottobre dal gruppo Cinque più uno (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna) più la Germania ) sull'invio, in un'unica consegna, della maggior parte delle sue riserve di uranio leggermente arricchito in Russia e in Francia per essere trasformate in combustibile per il reattore di Teheran. Ha in cambio imposto un ultimatum al gruppo Cinque più Uno perchè accetti, prima della fine di gennaio, di consegnargli il combustibile alle sue condizioni: uno scambio simultaneo e in piccole quantità. Teheran era però sembrata ammorbidire la sua posizione durante le ultime settimane. L'atomica islamica e il club dei paesi nucleari
Fonte: Il Sole24ore
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